Scritto da: ivandecesaris.it | 16 Gennaio 2010

vacanze di un emigrato

La luna e i falò, meravigliosa canzone dell’artista siciliano Pippo Pollina, nonchè omonimo romanzo di Cesare Pavese, che mette in luce l’importanza di avere una terra, un paese, qualcosa che ti leghi alla vita.

Le vacanze natalizie son passate, molto velocemente. E pensare che prima sembravano fermarsi. Mi sarebbe piaciuto salutare più persone, vedere tanti che da tempo non vedo più. Ho provato per la prima volta la sensazione di sentirmi un alieno; tutta la felicità che provano nel vederti sembra a tempo. Sanno che ripartirai e la vita continuerà come giusto che sia. Anche i luoghi non sembrano più gli stessi: un senso unico che prima non c’era, un negozio che ha chiuso ed uno appena inaugurato. Sembra poi una corsa contro il tempo: “salutiamoci ora, tanto poi devi ripartire”. Li senti che si organizzano, che si mettono d’accordo ma, tu nei discorsi non ci sei, perchè a breve sarai di nuovo con la valigia in collo. Questo avviene nei primi giorni, un misterioso fenomeno. Poi però cambia e ti trovi di nuovo integrato, tutt’uno con quello che hai lasciato. E vorresti fermare il tempo, i giorni. Ogni tanto qualcuno mi chiede se un giorno mi piacerebbe tornare a vivere in Italia, nei luoghi dove vivono le persone che amo. “Si. Nonostante io provi a negarlo, so che lo vorrei. O forse vorrei non essere mai partito, in maniera tale da vivere quei luoghi con gli stessi occhi di prima. Ma ora è tardi perché li ho contaminati“. E domani mi tocca partire di nuovo.

“Un paese vuol dire non essere mai soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti” (Cesare Pavese, la Luna e i Falò, 1950)

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