Il Maestro della voce, Demetrio Stratos
Tutto nasce qualche tempo fa, una sera, quando per gioco tra amici appassionati di musica spunta la domanda ” se dovessi scegliere le tre più belle voci maschili di tutti i tempi, chi sceglieresti ? “. Di getto vengono citati i meravigliosi paladini dell’ugola: Freddy Mercury, soprano maschile, Robert Plant con la sua immane potenza e altezza canora, e Jeff Buckley con la sua struggente e potente voce. Ma se dovessi sceglierne uno solo, in base alla sua voce non avrei alcun dubbio: è di Demetrio Stratos la voce più bella che io abbia mai ascoltato.
Eustratios Demetriou (in greco Ευστράτιος Δημητρίου) nasce nel 1945 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia di origine greca. Vive la sua adolescenza in quello splendido crocevia multietnico di culture che la città offre. Approda passando per l’isola di Cipro a Milano, nel 62, dove si iscrive alla facoltà di architettura del Politecnico di Milano. Fu in questa città che Demetrio (”occhi chiari ed un’espressione da guerriero”) comincia il suo percorso di ricerca canora, unendosi a gruppi soul e blues. Fonderà successivamente il gruppo rock-progessive “Area”. Ma al di là dei suoi album, Demetrio si farà notare per le sue ricerche in ambito musicale, un percorso volto a considerare la voce come uno strumento musicale (Suonare la Voce), da perfezionare; nella sua massima esibizione canora raggiunse una frequenza di 7000 Hz (un “normale” tenore può arrivare mediamente ai 523 Hz, mentre un soprano - quindi una donna - può raggiungere i 1046 Hz). Inoltre era in grado di padroneggiare diplofonie, trifonie e quadrifonie (due, tre e quattro suoni contemporaneamente emessi con la voce). Compì ricerche di etnomusicologia e di estensione vocale collaborando con il CNR di Padova.
“La voce, sosteneva Demetrio Stratos, è nella musica un canale di trasmissione che non trasmette più nulla” e ancora: “L’ipertrofia vocale occidentale ha reso il cantante moderno pressoché insensibile ai diversi aspetti della vocalità, isolandolo nel recinto di determinate strutture linguistiche”.
Stratos conobbe in quegli anni quei mostri sacri della Premiata Forneria Marconi. Che nell’album “Suonare Suonare”, gli dedicarono la canzone “Maestro della voce”. Cantava il mitico Franz Di Cioccio: “Cantava come un matto, di notte e di giorno, viveva la sua estate anche d’inverno. In giro per Milano, sotto un cielo sempre nero, occhi chiari ed un’espressione da guerriero. Con le nostre facce stanche, un mattino, ci si trova insieme a camminare, parli con me ore ed ore, non nascondi le paure, maestro della voce, per cantare dammi una tua canzone..”.
Demetrio Stratos morì prematuramente al Memorial Hospital di New York, all’età di 34 anni, colpito da una gravissima forma di anemia. Restano in noi le sue impareggiabili performance sonore ed il rimpianto di un giovane sottratto troppo presto alla vita e al suo talento.
Una delle performance canore di Demetrio Stratos: Cometa Rossa - Area
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