Credo sia la prima volta che scrivo qualcosa del genere: ma francamente l’evento mi ha particolarmente colpito e ho deciso di postare questo pensiero. Da qualche tempo alla radio passano una cover di Rino Gaetano cantata da Giusy Ferreri, la vincitrice di una delle tante trasmissioni che la tv italiana ci offre (dove mi pare partecipi anche Dj Francesco: chissà se quando Roby Facchinetti, più di 20 anni fa, cantava con i Pooh “Chi fermerà la musica” avrebbe mai immaginato che l’artefice sarebbe stato proprio suo figlio) ; si, proprio lei, l’ex-cassiera del supermercato con quella voce improponibile.
Ora, è verissimo che “de gustibus non disputandum est” e che ognuno è libero di lanciarsi in iniziative simili, però vorrei soffermarmi sul pezzo e fare qualche considerazione. Per prima cosa, cantare una cover è una cosa molto, molto pericolosa: si corre il rischio di dover competere con il mito. Cantare poi qualcosa di Rino Gaetano è estremamente difficile, talmente grande è lo spessore dell’autore, il mito del personaggio, il suo estro e la sua genialità. Quando l’indimenticabile Rino cantò “Ma il cielo è sempre più blu” era incazzato, perchè per cantare una canzone come questa bisogna pure essere molto incazzati (e lo potete ascoltare nella versione originale). E perchè Rino era così incazzato ? perchè non cantava una semplice canzone, ma cantava il grido di rabbia di una generazione che desiderava un futuro migliore: “chi vive in baracca, chi suda il salario, chi lotta, chi muore al lavoro, chi mangia una volta !”.
Quindi, a mio personalissimo avviso, Giusy Ferreri poteva rispiarmarci l’insipida personalizzazione di una delle canzoni più belle degli ultimi 30 anni di musica italiana, cantata da quel magnifico ragazzo dal nome pulito, semplice. Ma un primato le va comunque riconosciuto, perchè era difficile rovinare una canzone così bella: eppure, c’è riuscita.
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