Trovare un quotidiano italiano è un’impresa. Ne arrivano pochi e se non sei li nel momento dell’arrivo non è facile accaparrarsene una copia. Ricordo che una domenica ero felicissimo di aver trovato una “Gazzetta dello Sport” del giorno precedente. Trovare un giornale da leggere che parli di qualcosa di familiare è sempre un grosso piacere. Allora, succede che un giorno nell’edicola a qualche centinaio di metri da casa riesco a trovare una copia del “Corriere della Sera”. Ma per una serie di impegni riesco solo a dargli una sfogliata distratta, un veloce sguardo ai titoloni. Passano un po’ di giorni ed arriva il fine settimana. Sul tavolino di fronte al divano vedo poggiato il giornale; lo prendo, comincio a sfogliarlo, è di cinque giorni fa. Nel frattempo, durante la settimana, sia tramite il web sia con qualche chiacchiera del più e del meno via telefono sono venuto a conoscenza dei fatti più importanti avvenuti. Questa serata è da trascorrere dentro casa, fuori piove discretamente e ormai mi è passata la (poca)voglia di uscire che avevo. Inizio a leggere: “La nostra nazionale scende in campo ringiovanita e rinvigorita”, e “Lippi punta su scelte solide. Questa squadra ha molto da dire”. (Ha poi perso: contro l’Egitto, secco ko). Si parla anche del “vacillante regime iraniano” come lo chiama il cronista. “Qualcosa sta cambiando”, titola la testata, “è una nuova primavera, non sarà più come prima, il cambiamento è nell’aria”. (Purtroppo a quanto pare no. Anzi.). E poi, per finire la ciliegina sulla torta, ovvero le solite notizie su papi. E il suo avvocato-legale che dichiara: “c’è una offensiva dei poteri forti nei confronti del premier, e che pensiamo proveniente dall’estero”. Ne era profondamente seccato, povero figlio. Infatti, già da ieri nel tardo pomeriggio, leggevo sul web che ragazze aviotrasportate e bigliettomunite - da Bari però - raccontavano di aver passato notti nell’allegro palazzo presidenziale; e che per questo “servizio di compagnia” ricevevano un compenso (al netto della ritenuta d’acconto, presumibilmente) di duemila euro. Belle gnocche, provenienza Italia, a prezzi da stock.
Ecco: sui quotidiani - così come sulle uova - sarebbe meglio metterci la data di scadenza.
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