Dicono che la crisi economica in atto rappresenti un’opportunità, di certo al di là delle restrizioni che ci impone. Più di qualcuno sostiene che servirà a scrollarci di dosso il fardello di “agevolazioni” acquisite col benessere degli anni passati, quando il tenore di vita era tale da permetterci più sfizi di quanti non potevamo permetterci. Questo dovrebbe essere valido anche per il nostro hobby della robotica, ed in special modo appunto perchè è un hobby e non una necessità. Ho sempre ammirato il mio amico robottaro Domenico aka greybear, ideatore del sito www.beamitaly.com per il suo modo di concepire e fare robotica. Difficile analizzare come si evolve la robotica amatoriale in Italia: posso andare più a sensazione che a dati di fatto, perchè non ci sono statistiche in tal senso. A volte ho l’impressione di assistere ad una concezione “modellistica” del robot (nulla contro il modellismo, tutt’altro, l’ho praticato in passato con grande soddisfazione e ne sono sempre ed ancora un caloroso fan) dove tutti cercano un qualcosa di già pronto - diciamo un pacchetto standard - per poi smanettarci su a colpi di software. Non vorrei che la crisi indirizzasse gli utenti verso questo tipo di robotica “di consumo”, solo perchè non si hanno soldi per sperimentare e per farsi realizzare un telaio o per sviluppare un pcb, e si preferisca invece pagare una cifra per ricevere un robot chiavi in mano con cui divertirsi senza troppo penare, economicamente e non.
Conobbi Domenico nell’estate del 2003, eravamo vicini nel luogo di villeggiatura e ne nacque un’amicizia che si è protratta fino ad oggi. Da sempre grande sostenitore del movimento B.E.A.M. (anche nel pensiero, o meglio nel modo di fare robotica) ha ideato e realizzato il sito www.beamitaly.com. Domenico è uno di quelli che pensano - a ragione - che per fare buona robotica non è necessario comperare micro costosi, schede di sviluppo da prezzi faraonici e l’ultimo ritrovato tecnologico in materia di comunicazione wireless. Può anche essere sufficiente una manciata di componenti recuperati in qualche vecchio cassetto, qualche basetta millefori, un vecchio pc, un saldatore e tanta pazienza insieme alla buona volontà nello studio e nell’applicazione pratica. Ed è una verità sacrosanta: perchè non serve spendere un capitale per realizzare un piccolo robot, basta semplicemente aguzzare l’ingegno e lavorare sodo. Il lavoro svolto in questo senso da Domenico è encomiabile e di grande rilevanza perchè è uno dei rari pionieri della robotica che lavorano con lo spirito di imparare, di sperimentare, di fare “ricerca” in piccolo. Questo suo modo di fare robotica, che lui stesso definisce “francescana” per la semplicità e per un occhio di riguardo al risparmio, per evitare sprechi, è un bell’esempio di genuina passione per tutti noi. Vi consiglio vivamente di visitare il suo sito: www.beamitaly.com
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