
Il nuovo album di Federico Palladini e la Banda della Scolopendra potrebbe essere a ragione sottotitolato “ein Lied für Alle und Keinen”. Una canzone per tutti e nessuno, parafrasando il titolo del celebre libro del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche “Also sprach Zarathustra, ein Buch für Alle und Keinen”, a cui l’artista del frusinate prende spunto per la sua “Zarathustra Dance” trasposizione rock dell’ascesa di Zoroastro. Una traccia dalle sonorità orientali e dal difficile ma perfettamente riuscito connubio violino-chitarra elettrica (bravissimo Panetta). Perchè una “canzone per tutti e per nessuno”? Perchè difficilmente non si può rimanere attratti ed affascinati dalle composizioni presenti nell’album di Palladini; un album che consolida la sua maturità, in tutti i sensi. Ma allo stesso tempo ci si accorge ben presto dello spessore dei testi, che non può non riflettere il cammino interiore dell’artista nel mondo. Un vero percorso sonoro da via della seta che attinge con grande generosità nella musica della tradizione popolare della terra italiana e non solo (forse il genere che più sembra ispirare Federico). Il suono caldo ed avvolgente di “Acqualuna“, stupenda ballata che vede protagonista oltre a Palladini il ben noto Stefano “Cisco” Bellotti - seconda e profonda, meravigliosa voce - e lo stupefacente Karl Potter e Quelli di Annibale alle prese con una sanguigna e possente sessione alle percussioni (prendi il ritmo / dalla pelle / del tamburo / indiavolata) col risultato finale di una traccia che “incanta come un canto di sirena”. Disco dalle diverse collaborazioni: vi è presente anche la nuova versione di “Notturno in Tango” che però a mio avviso perde ritmo rispetto alla versione precedente ma che tuttavia contiene passionali vocalismi da brivido della bravissima Roberta Costantino dei Bloomento. Mi colpisce molto “Regina del cielo”: si intravede la grande stoffa del cantautore del quale Federico è dotato, e che si traduce in un testo convincente dagli arrangiamenti di notevole finezza e dall’ammaliante ritornello: “Qualcuno va al mare / e si sente di sera / un lontano cantare “. Un totale di undici tracce di ottima musica nella quale si può ancora sentire la passione contagiosa di chi ci ha lavorato.
Vedete, a volte penso che le nuove generazioni non avrebbero forse interesse verso artisti così lontani, dai nomi puliti e semplici (come il grande Rino Gaetano, che spesso Federico Palladini coverizza live con grande trasporto e passione) interpreti della musica gentile e d’animo. Ma noi ed il web possiamo fare molto per loro. Bravo Federico, bravi a tutti i ragazzi che hanno contribuito a questo album.
Banda della Scolopendra: Giovanni Mancini, chitarre e arrangiamenti, Paolo Tricca al basso, Massimo Campasso alla batteria, Flavio Perrella al contrabbasso e Matteo Panetta al violino.
Il cd è stato prodotto dall’associazione culturale Attivart.